Diario di Viaggio EuroVelo8

Mi frulla un’idea malsana nella testa…

Di in data 03/11/2017

Venerdì 3 novembre 2017

La nottata è stata piena di pecorelle, visto che alle due del mattino ero già sveglio. Conta, conta, conta, alla fine mi sono addormentato.

Ieri sera mi hanno anche lasciato chiuso fuori dall’albergo, alle 22:00! Come mi successe nell’ultimo viaggio in Argentina, lo scorso anno, a Loncoche. Questa volta ho cominciato a suonare e a prendere a pugni il vetro dell’ingresso, fin quando non si è presentato il bamboccione che, sicuramente, se la stava dormendo sul divano.

Partenza ore 8:30 locali. Ho il ginocchio sinistro dolorante, penso sia il menisco, che tutte le mattine mi fa sempre più male. Speriamo che regga almeno altri quattro giorni.

Più vado a sud, più la mattina è freddo. Stamani alla partenza erano 10°, ma tanto mi vesto a cipolla e dopo, un pezzo alla volta, mi levo il tutto.

Oggi è velato, non c’è il bel sole di ieri, quindi anche le immagini non saranno le solite.

Per tutto il giorno non ho visto niente di significativo, i passaggi sono tutti all’interno; il mare e la costa per oggi rimarranno un ricordo. Arrivo davanti al fatidico ponte che divide Antirrio da Rio: é un ponte lunghissimo e modernissimo, non so se potrò passare in bicicletta. Sull’ingresso del ponte trovo un casello, mi soffermo e chiedo, mi danno l’ok, posso andare e, con un po’ d’ansia, affronto questo ponte in mezzo a una bufera di vento.

Appena rimetto i piedi a terra, visto che é presto, mi frulla un’idea malsana nella testa: anticipare a domenica l’arrivo ad Atene! Non ho più voglia di pedalare solo la mattina e, soprattutto, tentare di arrivare domenica sicuramente mi eviterebbe il traffico pesante.

Ok! Guardo avanti, vedo un paese a 30 km, si chiama Aigio, nome simpatico, ma non tanto quanto gli alberghi, che lì non ci sono… Mi fermo al comando di polizia e chiedo, mi mandano ancora più avanti di circa 2 km. Sono ancora sulla traccia, arrivo ad un albergo, osceno, ma fa al caso mio, ha il ristorante e la sera posso cenare qui.

Poso i bagagli, vado a cercare un posto per mangiare qualcosa, cerco un po’ di ghiaccio e provo a mettere il ginocchio al fresco; vediamo se domani sta meglio. L’idea malsana é quella di fare, domani, 110 km e il giorno dopo circa 70… Detto così sembra semplice, ma vediamo cosa succede, vediamo anche il clima… Le previsioni promettono acqua.

TAGS